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I successi del pittore cecinese Giovanni Cecchini

“Ricordi immaginari”, Giovanni Cecchini espone al palazzo del Consiglio regionale della Toscana. L'artista cecinese è un giovane talento

FIRENZE — È approdata direttamente a Palazzo Bastogi, sede del Consiglio regionale della Toscana, l’arca onirico-surreale di Giovanni Cecchini.

Giovane talento cecinese della pittura, scoperto e sostenuto da Claudio Carotenuto, ha inaugurato la mostra “Ricordi immaginari”, giovedì 26 aprile 2018, a Firenze, nel palazzo più prestigioso.

Con i saluti di Alessandro Lo Presti responsabile dei rapporti istituzionali del consiglio regionale, la presentazione critica di Elena Capone ed il ricordo di Annamaria Malatesta, moglie del pittore e gallerista Claudio Carotenuto, nella cui scuderia Cecchini entra insieme ai grandi della pittura figurativa contemporanea, la personale sarà in corso fino al 10 maggio 2018.

Una scena minore che diventa improvvisamente saliente, irresistibile, rivelatrice e totale, anima le tavole a olio, dai colori caldi e seducenti.

Episodi remoti, dalla convergenza divergono in equilibri altri, ma con un unico centrale, regista-attrattore.

Sulla continuità di una bi-dimensione rapita dall’infinito, dai timbri caldi e arcaici, dalle volute chagalliane, la fiaba assolutamente seria di Giovanni Cecchini, scardina i baluardi della memoria, costruisce una sua temporalità, dove la statica contemplativa e l’urgenza della dinamica ricostruiscono i contorni primitivi e primari, ma dai colori vivi e profondi, dell’Io e dell’identità.

Cappelli che determinano cavalieri notturni, aviatori romantici, disegnatori, capitani o sacerdoti del niente. Ma nel lungometraggio della vita riscoprono i passaggi fondamentali del - loro - cambiamento: si blindano gli occhi della percezione fisica, alla ricerca della realtà, apparentemente invisibile, del vero essere. Quella che concede l’ontologico status a sogni, incubi, illusioni, quesiti aperti, storie irrisolte, scelte sbagliate, ricomposti e ora sospesi, in un lungo viaggio sulle onde della memoria.

E dove tutto ritorna, ma anche sfugge, l’animismo di oggetti, piante, e animaletti intenzionali, alleggerisce la rocambolesca rilevazione del Sé e il disagio si manifesta in una pioggia di stelle o in una reiterazione timidamente trionfale di margherite: anticipazione di uno spazio insondato, spesso notturno, un universo profondo nell’intercapedine fra il prima e il dopo.

I simboli restano privati, il cavaliere non è azzurro come quello di Kandinsky, ma buio ed ermetico. Gli episodi sembrano multipli, come in un richiamo a Bosch, ma l’attrattore resta unico e centrale. Per dare un ordine ‘altro’ al caos più affascinante della libera immaginazione.

La mostra, presentata anche nella trasmissione “Incontri con l’Arte” di Fabrizio Borghini, con intervento dell’artista e del gallerista Mannini sarà in corso fino al 10 maggio2018, dal lunedì al venerdì, negli orari 10-12 e 15-19.

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