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Aereo precipitato, in tre a processo

Chiusa l'inchiesta sulla tragedia aerea di Marina di Cecina, in cui morirono pilota e copilota in volo per una scuola di paracadutismo

LIVORNO — Era l'11 giugno 2016 quando un aereo Pilatus, decollato dall'aviosuperfice di Cedrino con a bordo un istruttore e gli allievi di una scuola di paracadutismo, si schiantò al suolo nei pressi del campeggio "Le Tamerici". Mentre tutti i paracadutisti riuscirono a salvarsi lanciandosi dall'aereo, il pilota Alessio Orzella, 37 anni di Roma, e il copilota Cherubino Sbrana, 28 anni di Carmagnola (To), rimasero intrappolati nel velivolo e trovarno la morte.

Dopo diciotto mesi di indagini la procura di Livorno ha chiuso l'istruttoria e chiesto il rinvio a giudizio per tre persone, il titolare della scuola di volo e due istruttori. L'accusa per tutti è di omicidio colposo, seppur con responsabilità diverse.

Secondo il Pm Fiorenza Marrara, coadiuvata dal consulente Piero Tanda ex ufficiale del Col Moschin, l'incidente fu provocato dal malfunzionamento di un paracadute dato in dotazione dalla scuola a un allievo. Il paracadute si sarebbe aperto dentro l'aereo, quindi l'allievo fu risucchiato all'esterno andando a sbattere contro gli stabilizzatori del Pilatus. Lui, seppur ferito, riuscì a salvarsi, al pari dell'istruttore e degli allievi della scuola, che subito si lanciarono dal velivolo in panne da un'altezza di circa 4mila metri. Ma per il pilota e il copilota, rimasti alla guida di un aereo divenuto ormai ingovernabile, non ci fu scampo.


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