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Solvay, nessuna scusa per l'ammoniaca in mare

Nuovi controlli Arpat in mare e all'interno dell'azienda hanno posto l'attenzione sulle procedure attivate a seguito dell'incidente del 28 agosto

ROSIGNANO MARITTIMO — I tecnici di Arpat, l'agenzia regionale per la tutela ambientale, hanno effettuato nuovi campioni in mare il 31 agosto, dopo quelli già effettuati il 29. Ebbene, i campioni prelevati hanno confermato la persistenza dell'ammoniaca di fronte alle spiagge bianche, anche se più a Nord, in linea con i venti e le correnti di quei giorni. 

In più, i tecnici Arpat sono tornati all'interno degli impianti Solvay. Lo scopo era verificare, assieme a dipendenti e dirigenti dell'azienda, il corretto svolgimento delle procedure di sicurezza,  a seguito dell'incidente occorso il 28 agosto. Qui le verifiche sono ancora in corso, così come si attendono ancora gli esiti delle analisi sui pesci morti, rinvenuti all'indomani sulla battigia delle spiagge bianche.

Nel frattempo però monta la polemica e, nella ridda di voci di politici e ambientalisti, quello che fa più rumore è il silenzio della Solvay. Dall'azienda, infatti, non è arrivato alcun comunicato sull'incidente, né una spiegazione né una scusa.

Al momento, quindi, per la Solvay parlano i fatti - l'ammoniaca in mare - e quanto è in grado di ricostruire Arpat. "Il personale Arpat - hanno fatto sapere in serata dall'agenzia - ha provveduto a ricostruire gli eventi mediante contraddittorio con la società a partire dal disservizio del sistema di controllo dell'impianto sodiera (occorso alle ore 15,50 del 28 agosto 2017), fino al completamento della rimessa a regime degli impianti (fissata alle ore 10 del 29 agosto).
Sono stati inoltre verificati i dati disponibili della sala controllo per le diverse apparecchiature interessate del settore distillazione e scarico finale, e le valutazioni fatte dalla società stessa in base alle informazioni assunte direttamente dagli operatori in turno nel suddetto periodo".

"Tale approfondimento - proseguono da Arpat - ha permesso di evidenziare come la fase di arresto in emergenza degli impianti sia stata gestita correttamente mentre le fasi di riavviamento impianti ed in particolare di messa a regime degli stessi, avvenuta nelle prime ore del 29 agosto 2017, sono ancora in fase di studio così come i risultati del parametro azoto ammoniacale ottenuti dall'analisi dei campioni ancora disponibili presso il laboratorio Solvay. L'indagine è ancora in corso per correlare tutti gli aspetti ambientali emersi".

Dall'ultimo campionamento in mare risulta che l'ammoniaca si è spostata verso Nord. "Nei campioni del 31 agosto - dicono ancora da Arpat - si osserva un incremento dei valori nei punti a nord dello scarico e una diminuzione dei valori nei punti a sud dello scarico, coerente con la direzione prevalente dei venti (SO), pubblicata sul sito Lamma, riferita alla stazione di Livorno nella stessa mattina. Il punto a maggiore concentrazione risulta quello situato 100 metri a Nord dello scarico (1,71 mg/l)".

Mentre i risultati sono stati inviati al Comune di Rosignano Marittimo e alla Asl per le opportune valutazioni di competenza, questa mattina Arpat ha effettuato nuovi campionamenti.

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