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La lezione di vita di Daniel Priami

Daniel Priami durante un allenamento ( foto fb )

La storia di una ragazzo di Cecina, Daniel, a cui è stato amputato un braccio e che parteciperà alla Medical Device Challenge

CECINA — Ecco la storia di una ragazzo di Cecina, Daniel, a cui è stato amputato un braccio e che parteciperà alla Medical Device Challenge, insegnando il calcio amputato a 150 tra amministratori delegati, top manager e lavoratori delle imprese dei dispositivi medici durante la Medical Device Challenge in programma il 12 e 13 ottobre nell’Oasi naturalistica Dynamo di Limestre, in provincia di Pistoia.

Saranno quattro le sfide sportive in cui ci si metterà alla prova con gli atleti, dalla corsa in carrozzella ai calci di rigore amputati.

"Sono nato il 1 dicembre 1988 - racconta Daniel Priami - e nella mia vita ho sempre giocato a calcio come portiere. Già da piccolo, a 15 anni, giocavo nel Cecina in serie D. Dopo due anni, durante una partita juniores nazionale, in un’azione di gioco, mi sono tuffato per prendere una palla alta, scontrandomi con un avversario. Sono caduto sul braccio destro, rompendomi radio e ulna. Una settimana dopo, il 6 ottobre 2006, i medici decisero di amputare il braccio poiché in cancrena avanzata. Causa: durante l'applicazione del gesso non si erano accorti di una ferita aperta da cui ha avuto origine un'infezione.

Il mio primo pensiero è stato: “Riuscirò a giocare di nuovo?” Uscito dall'ospedale è stata dura, sono stato tre anni senza fare niente. Poi nel maggio 2013 vengo contattato da Salvatore La Manna che mi manda un messaggio su Facebook, dicendomi che la Nazionale Italiana Calcio Amputati cercava un portiere. Io lì per lì ho risposto: “Sicuro in porta? Io gioco in campo”. Dopo mesi di riflessione ricevo un altro messaggio di Salvatore che mi dice che la Nazionale era in ritiro a Pisa. Un segno del destino. Essendo io di Livorno, non potevo non andare. Devo anche ringraziare la mia compagna che mi ha spinto tanto a farlo. Ricordo ancora il primo impatto. Andai a cambiarmi e a mettermi il guanto e dopo 10 anni.… che bella sensazione! Il primo intervento in gioco è stato fantastico, era come se da quella porta non fossi mai uscito. Ora sono quasi 5 anni che faccio parte di questa squadra che mi ha fatto crescere come uomo e mi ha fatto capire che nella vita bisogna essere se stessi e affrontarla in modo positivo. I miei compagni hanno una forza unica e vederli giocare è qualcosa di straordinario.
Sono orgoglioso di fare parte di questa famiglia e di aver partecipato alla splendida avventura del Mondiale in Messico. Lo sport è bellissimo, unisce tutto e tutti e ti fa vivere emozioni uniche e vere. Se puoi sognarlo, puoi farlo. I limiti sono solo nella nostra testa".

Come detto, Daniel Priami sarà alla due giorni della Device Challenge.

Saranno amministratori delegati, top manager e lavoratori delle imprese dei dispositivi medici, insieme agli atleti della FISPES, Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali, i protagonisti della seconda edizione della Medical Device Challenge, in programma il 12 e 13 ottobre nell’Oasi naturalistica Dynamo di Limestre (Pt).

La due giorni di sport e solidarietà voluta da Confindustria Dispositivi Medici per sostenere Dynamo Camp, si arricchisce quest’anno della partecipazione di alcuni atleti paralimpici e offrirà la possibilità agli oltre 150 dipendenti e manager delle aziende che producono dispositivi medici di confrontarsi con il mondo della disabilità e dello sport in modo diretto. La Challenge è organizzata da Dynamo Academy - impresa sociale che supporta le aziende a coniugare in modo strategico attività economica e azione filantropica con programmi di Corporate Engagement, Formazione e Ricerca – che ha coinvolto FISPES.

I partecipanti sfideranno i propri limiti mettendosi nei panni degli sportivi disabili che con la loro determinazione e l’ausilio della tecnologia lavorano sulle abilità residue. Saranno quattro le sfide sportive in cui ci si metterà alla prova con gli atleti.

“Con la seconda edizione di questa iniziativa – ha dichiarato Massimiliano Boggetti, Presidente di Confindustria Dispositivi Medici – vogliamo rinnovare il nostro sostegno al Camp di Terapia Ricreativa Dynamo, unico in Italia, che offre programmi gratuiti a bambini e ragazzi con patologie gravi e croniche, attraverso l’impegno delle aziende associate. Ma vogliamo fare anche di più: promuovere una società più inclusiva ed equa, dove trova spazio la cultura della diversità e della sfida per la vita, avviando un percorso di cambiamento, a partire dalle nostre aziende. Il lavoro delle imprese dei dispositivi medici porta con sé una vocazione sociale enorme, visto l’impatto sulla vita e il benessere delle persone insito nell’uso dei device. L’esperienza con gli atleti paralimpici sono certo poterà alle aziende e alle persone che lavorano nel settore una maggiore consapevolezza di questo ruolo e contribuirà nel contempo a quel cambiamento culturale indispensabile per costruire ponti nella diversità e creare opportunità oltre le barriere.

La Medical Device Challenge – ha concluso Boggetti – è parte dell’impegno che Confindustria Dispositivi Medici si è assunto nei confronti della società. Abbiamo iniziato questo percorso con un codice etico che evidenzia la responsabilità delle imprese nei rapporti con gli stakeholder, lo continuiamo ponendo attenzione al benessere delle persone, dalla fornitura di tecnologie mediche alla social innovation. Nella convinzione che ognuno di noi ha una personale responsabilità nel contesto globale e che lo sport, con i suoi messaggi positivi, contribuisce all’affermazione di una società migliore e più inclusiva”.

Sandrino Porru, Presidente FISPES, ha accolto con entusiasmo l’iniziativa “Saluto con grande piacere questa nuova opportunità di esperienza umana di cui Confindustria Dispositivi Medici si è fatta promotrice. Penso che in questo mondo non ci sia cosa migliore del mettersi in relazione e del mettersi in gioco insieme, e lo considero come un dono gratuito per il bene

comune. L’esperienza di Dynamo è anche capire che sapersi donare porta ad un grande arricchimento personale, elemento indispensabile per una società che lamenta un crescente depauperamento di valori nei più variegati settori sociali”.

“Da qui si dovrebbe partire con la consapevolezza che, attraverso la rete FISPES, possiamo portare in tutto il paese la bella esperienza di ‘terapia ricreativa’ offerta da Dynamo a tanti bimbi e ragazzi, oltre che alle loro famiglie. Sono convinto che il weekend che ci aspetta sarà un importante punto di partenza che ci vedrà protagonisti tutti insieme per costruire una società sempre più sensibile ai talenti delle diversità”.

“Grazie a Confindustria dispositivi medici e FISPES, partner importanti di Dynamo, per aver scelto di lavorare a questo progetto. L’approccio di Dynamo Academy lavora in modo cruciale su elementi che caratterizzano tutti i gruppi: inclusione, diversity, collaborazione, coraggio, capacità decisionale” è il commento di Serena Porcari, Presidente di Dynamo Academy e Dynamo Camp.

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