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Vecchioni e Fondazione Maffi, il progetto musicale

Roberto Vecchioni intervista don Antonio Cecconi

“Ti insegnerò a volare”, la canzone di Vecchioni e Guccini diventa un progetto di sensibilizzazione sul lavoro della Fondazione Casa Cardinale Maffi

CECINA — L’iniziativa nasce da un’idea di don Antonio Cecconi, consigliere della Fondazione Casa Cardinale Maffi onlus, e dalla sua passione per Francesco Guccini. Tra le tante canzoni amate dal sacerdote ce n’è una in particolare che, per bellezza delle parole e profondità dei concetti espressi, sembra ricalcare l’esperienza del parroco con la sua attività in Fondazione, ed è “Ti insegnerò a volare”.

La canzone è una sorta di inno alla vita, che incoraggia l’ascoltatore a non abbattersi di fronte alle difficoltà, ma lo invita a mettersi in gioco per superarle, imparando anche nuovi e fantasiosi modi per farlo.

Il progetto “Ti insegnerò a volare”, che ha portato alla realizzazione di un videoclip cantato dagli stessi operatori della Fondazione, vuole indurre l’ascoltatore ad una riflessione introspettiva e valoriale sulla qualità dei rapporti umani che intercorrono tra gli ospiti delle strutture e chi vi lavora.

La canzone diventa così, nel progetto, una metafora più alta dell’esperienza umana. Dare e ricevere diventano la stessa cosa, e si scopre il biunivoco beneficio nel mettersi al servizio degli altri.

Ma durante la pianificazione del progetto don Antonio Cecconi scoprirà che la canzone che lo ha ispirato non è stata scritta da Guccini, bensì dall’amico e collega del cantautore emiliano: Roberto Vecchioni. Fatto che lo sorprenderà non poco.

Don Antonio si reca dunque a Milano per incontrare il vero autore, ragguagliarlo sul progetto e scoprirne il giudizio. E una volta giunto lì, con un curioso ribaltamento di ruoli, Roberto Vecchioni intervista don Antonio Cecconi. Un’intervista da vedere (trovate il video in questo articolo) se volete cogliere il senso più profondo del progetto “Ti insegnerò a volare”.

L’intervista di Roberto Vecchioni (RV) a don Antonio Cecconi (AC) di Fondazione Cardinale Maffi.

RV- Don Antonio, com’è nata l’idea di cantare questa canzone?

AC- Cantare la canzone è stato un punto di arrivo. Dovevamo cercare un tema per fare un momento di studio, di riflessione sul lavoro. Non solo tecnico-pratico, ma anche etico e valoriale. E allora io avevo ascoltato la canzone suggerita da un amico che sapeva della mia passione per Guccini.

RV- Perché canta anche Guccini...

AC- Dice che Guccini canta … Poi però ho capito che cantava la canzone di Vecchioni. E allora l’ho sentita bella e mi è parso, dovendo cercare un titolo e dei contenuti, di trovarli tutti nella canzone.

RV- E credo che questo “ti insegnerò a volare” faccia il paio con “imparerò a volare”, vale per tutti: sia per chi è malato e si trova in un momento di grande difficoltà, sia soprattutto per chi ti sta vicino, perché questa è una questione d’amore, non è questione soltanto di tecnica.

AC- Mi ricordo una frase, io per un lungo periodo mi sono occupato della Caritas, no, e c’era una frase: “nessuno è così povero da non avere niente da dare, e nessuno è così ricco da non aver bisogno di ricevere qualcosa”. Quindi, potremmo dire che qui, anche le persone che noi vediamo in stato veramente di bisogno e di cura notevole, però c’è umanità. C’è qualcosa che danno. C’è un sorriso, una mano che tocca. E quindi vale la pena di volare insieme.

RV- Voi li avete chiamati non ospiti ma…

AC- Fratelli preziosi e sorelle preziose.

RV- E’ un bellissimo nome, e bellissima è l’interpretazione di chi si occupa di queste persone. Cantata benissimo. Grande intensità, grande voglia. Diventa un simbolo. Sento che questa canzone è diventata molto più importante di quando l’ho scritta. Perchè quando l’ho fatta era per la gente in genere, adesso invece ha uno scopo. Ha uno scopo bello, umanitario. Mi riempie. Mi avete fatto un regalo.

Davide C
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